Arriva l’emendamento per la legalizzazione della cannabis

Coltivare Cannabis in casa senza intenti commerciali di alcun tipo, per poi fumarla con gli amici, è la soluzione senza rischi per iniziare un percorso di legalizzazione?

Abbiamo avuto governi di destra che sembravano di sinistra, governi di sinistra che hanno fatto politiche tradizionalmente di destra, ma su una cosa rimangono nettamente separati, l’approccio alle droghe libere da parte della sinistra, più restrittivo da parte della destra.

Ebbene si, si torna a parlare di legalizzazione, con un emendamento appena depositato in Parlamento dai 100 eletti del Movimento 5 Stelle che hanno scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per aprire subito un dibattito.

Le politiche repressive

Le politiche repressive in materia di droga si sono dimostrate del tutto inutili rispetto agli intenti che volevano perseguire. Ricalcando quanto deciso in Spagna, solo per citarne un nome, la legalizzazione della cannabis sarebbe un notevole beneficio di carattere economico. Infatti gli studi del professor Marco Rossi dell’università della Sapienza sulla legalizzazione della cannabis genererebbe un beneficio per le casse dello Stato di circa 10 miliardi di euro, ovvero 2 miliardi derivanti l’applicazione della normativa di depressione e 8 miliardi dal nuovo gettito fiscale. Si aggiungono inoltre anche i risparmi legati alla diminuzione dei reati con il conseguente alleggerimento del lavoro delle forze dell’ordine.

Per non parlare di un generale miglioramento del sistema Penitenziario, sia per gli operatori, che per i detenuti e non solo, c’è anche la fetta di ricchezza che si sottrae alla malavita.

Produzione ai fini terapeutici

Per la produzione di cannabis a fini terapeutici il Presidente del Consiglio ha risposto che è nel programma di lavori degli Stati Generali dell’economia interna. Ad oggi però non risulta inserita nella proposta di legge,

Cosa mai sarà successo stavolta?

Oltre alle prevedibili critiche provenienti da l’opposizione nel dibattito, è intervenuto il farmacologo Silvio Garattini presidente farmacologiche dell’ospedale Negri di Milano, secondo cui la cannabis danneggia il cervello. Il professore ha appena detto in un’intervista, pubblicata sulla Nazione, il Giorno e il Resto del Carlino, che dal lato della medicina i giovani che consumano cannabis hanno problemi cognitivi, deficit di concentrazione nello studio, e sviluppano un senso di distacco dal contesto sociale in cui vivono. Ma i firmatari sostengono che il principio attivo verrebbe utilizzato più diffusamente solo come farmaco, cioè come trattamento.

La legalizzazione trainerebbe la filiera della canapa

La legalizzazione della coltivazione e diffusione della canapa rappresenterebbe il vero modo realmente efficace per combattere la criminalità e allo stesso tempo garantirebbe entrate notevoli alle casse dello Stato.

“La mancanza di una legge adeguata è perché i promotori sono stati sempre bocciati da pregiudizi ideologici e religiosi”.

Questo emendamento proposto dal movimento 5 stelle, si inserisce nel Decreto Rilancio presentato da Riccardo Magi, uno dei cento parlamentari che hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per aprire il dibattito sulla legalizzazione della cannabis.

Le politiche repressive sono state un fallimento e si sono rivelate inefficaci. Chi si sta arricchendo è la criminalità, che aumenta il proprio potere alimentando i traffici internazionali della cannabis. Non possiamo continuare a nasconderci, e occorre fare ciò che è stato già fatto in altri Paesi del mondo, legalizzare la cannabis. La chiave del percorso della legalizzazione è la filiera della canapa che con il Decreto Rilancio potrà trainare un percorso di legalizzazione si spera senza i problemi della canapa light.

La raccolta delle firme del movimento 5 stelle

La proposta di legalizzazione della Cannabis partita dal presidente della commissione finanze Raffaele Trano, ha trovato il consenso di 100 colleghi del Movimento. Il movimento 5 stelle in questa maniera ha confermato un provvedimento di natura civile che blocca i pregiudizi ideologici e approccia ad una Italia 2.0.

Cannabis terapeutica

Della cannabis terapeutica nella lettera dei Cento parlamentari si legge che aumentare la produzione di cannabis, almeno per fine medico, garantirebbe ai pazienti il pieno godimento di un diritto costituzionale.

Diritto alla salute che aprirebbe le porte alla disponibilità a tutti, vedremo come va. A noi sembra invece una battaglia legale collegata agli elementi del centro cattolico, e proprio quest’ultimo, fortemente collegato al premier Conte, che manderà di nuovo tutto al mittente.

Rimaniamo alle conclusioni in attesa di sapere come finirà questa lunghissima battaglia che ad oggi non ha vincitori o vinti.

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